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Legambiente chiede il posticipo della stagione venatoria
2017-09-12 16:25:57

“Assenza protratta di precipitazioni, caldo e incendi hanno determinato situazione critica anche per fauna selvatica”

Domani la mozione verrà discussa in Assemblea legislativa

Verrà discussa domani in Consiglio regionale la mozione n.288 con la richiesta di posticipare l’apertura della stagione venatoria.

Legambiente, lo scorso agosto, aveva già domandato per iscritto al presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, ai ministri dell’Ambiente e per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Luca Galletti e Maurizio Martina e ai presidenti di Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto, il rinvio dell’apertura della caccia, richiesta che l’associazione torna a fare anche oggi inviando una lettera a tutti i Consiglieri regionali.

L’eccezionalità della situazione determinata dall’assenza prolungata di precipitazioni, da temperature sopra la media e da numerosi incendi boschivi in vaste aree della nostra regione, infatti, comporta una condizione di rischio per la conservazione della fauna in ampi settori del territorio e rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie.

“Invitiamo la Regione Marche a ridiscutere l’apertura della stagione venatoria su tutto il territorio e di attivare un’azione forte e capillare di contrasto al bracconaggio” - dichiarano Francesca Pulcini e Leonello Negozi, rispettivamente Presidente e Responsabile caccia e pesca di Legambiente Marche -. “Ricordiamo che l’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato. La fauna selvatica, infatti, non può essere considerata solo una risorsa produttiva, ma rappresenta un elemento essenziale per gli equilibri dell’ecosistema e deve essere tutelata nell’interesse dell’intera comunità”.

L’iniziativa, oltre che da Legambiente, è stata sostenuta anche da molte associazioni ambientaliste e animaliste.