Foreste in Tour nelle Marche: Ascoli Piceno 25 marzo 2026
Foreste in Tour nelle Marche: presso la bottega del terzo settore di Ascoli Piceno, il 25 marzo Legambiente ha organizzato la seconda tappa dell’iniziativa nazionale dedicata agli ecosistemi forestali.
“La gestione forestale sostenibile è l’unico strumento capace di coniugare tutela della biodiversità e sviluppo di filiere circolari del legno sostenibile, ma nelle Marche la pianificazione forestale è ancora troppo bassa e la certificazione dei boschi poco diffusa. La Regione può e deve fare di più per sviluppare la bioeconomia circolare e tutelare meglio il territorio”.

Ieri mattina in Ascoli Piceno presso la bottega del terzo settore, si è tenuto l’appuntamento di Foreste in Tour di Legambiente nelle Marche. L’iniziativa ha trattato i temi della gestione e della tutela degli ecosistemi forestali: dalla tutela, alle certificazioni, alla valorizzazione delle filiere dell’economia circolare del legno,nel corso dell’intera mattinata si sono alternati i partner nazionali e gli stakeholder del settore forestale.
Le foreste sono gli ecosistemi più diversificati biologicamente sulla terra, coprono circa un terzo delle terre emerse del pianeta per un’estensione di circa quattro miliardi di ettari, e sono l’infrastruttura verde più importante del nostro Paese e interessano quasi 11 milioni di ettari e il 36,4% del territorio nazionale. Nelle Marche le foreste occupano il 32,1% del territorio regionale e 311.032 ettari, sono concentrate nell’entroterra con una forte frammentazione della proprietà che per i due terzi sono di proprietà privata. E’ molto scarsa la pianificazione delle foreste della regione e appena 11 mila ettari sono boschi certificati e, dato non sottovalutare, il 95% delle utilizzazioni forestali viene usato per legna da ardere a alimentare la filiera bosco-energia.
“Una gestione forestale sostenibile è l’unico strumento per raggiungere in maniera concreta i target UE del 2030 di transizione ecologica – dichiara Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette di Legambiente – nelle Marche serve più pianificazione e certificazione del patrimonio forestale, utile a disporre un combinato vincente tra tutela e gestione sostenibile delle risorse forestali. La Regione è un attore imprescindibile in questo percorso, la sua assenza all’evento di ieri, che ha visto la partecipazione di molti degli stakeholder del settore rappresenta per noi un segnale negativo e un atteggiamento di sufficienza e poca consapevolezza delle proprie responsabilità istituzionali. Auspichiamo una maggior presa di coscienza da parte dell’Ente Pubblico nel ruolo delle foreste nel contrasto al cambiamento climatico e per lo sviluppo economico del settore e delle filiere forestali che hanno una immediata ricaduta sui territori delle aree interne e montane”.

Nel corso della mattinata sono state enunciate alcune proposte di gestione sostenibile del patrimonio forestale. Ad esempio,la proposta alla Regione Marche di lavorare d’intesa sulla nuova programmazione comunitaria 2028-34. Dove Nel quadro del “fondo unico” includere anche foreste e montagne, non solo sviluppo rurale, in favore di tutela delle foreste ma anche per favorire nuove filiere economiche virtuose, scrivere assieme la legge forestale regionale che deve essere aggiornata secondo l’indicazione del TUFF (Dlgs 34/2018) e procedere d’intesa con il Piano Forestale Regionale che sta elaborando l’Università Politecnica delle Marche. Devono essere valorizzate le SAF ed i Consorzi forestali, procedere alla certificazione e pianificazione dei territori protetti e dei siti natura 2000, attuare concretamente la norma regionale vigente che prevede di utilizzare 4 centesimi della tariffa della bolletta sul ciclo idrico integrato dell’acqua a favore dei territori montani e per ridurre i rischi per gli ecosistemi forestali.
“Nella nostra regione, il tema riveste un ruolo cruciale per il futuro del territorio – dichiara Olga Silvestri presidente Legambiente Ascoli Piceno – Da una parte, con la necessità di aumentare la superficie di aree protette nelle Marche, ad oggi ferma al 9,6% di superficie terrestre protetta, dall’altra, coniugare la tutela allo sviluppo sostenibile, rendendo la filiera del legno, un percorso di economia circolare, come occasione di rilancio anche dell’entroterra, implementando quei green jobs, che nelle Marche oggi sono al 13% del totale degli occupati, ma che ha ancora un potenziale tutto da scoprire”.






