Legambiente: “Sui rifiuti in provincia di Macerata e nelle Marche un dibattito da anni ’90”

News e appuntamenti /


16 Maggio 2026

Legambiente interviene dopo l’ultima assemblea dell’ATA 3 di Macerata che delibera la nuova graduatoria per l’individuazione della nuova discarica provinciale.

“Dopo anni di tentennamento con valutazioni tecniche e discussioni prolungate, questa improvvisa accelerazione, potrebbe in realtà portarci a mantenere lo stallo in cui versa la Provincia – dichiara Marco Ciarulli Presidente di Legambiente Marche – le modalità con cui si è arrivati a realizzare una nuova graduatoria provinciale, sarà probabilmente oggetto di contestazione. Questo significa che resteremo in stand by e i nostri rifiuti continueranno a viaggiare lontano( in provincia di Ancona) con inevitabili ulteriori rincari sulla TARI. E’ giusto che la politica ci metta del suo su una graduatoria per lo più tecnica – prosegue Ciarulli – ma serve un percorso di trasparenza e partecipazione che veda coinvolti tutti, dalla cittadinanza agli stessi amministratori che fanno parte dell’ATA. Dalle dichiarazioni di molti Sindaci, tutto questo percorso sembra essere mancato”.

L’associazione sottolinea come una discarica nel territorio sia necessaria, sia per contenere i costi economici, sia per ridurre le distanze dei rifiuti, da dove vengono prodotti, fino allo smaltimento, ma l’emergenza in cui si trova il territorio maceratese, sembra aver fatto svanire la consapevolezza della necessità un percorso di gestione rifiuti efficace e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico.

“Sembra di essere entrati nella macchina del tempo ed essere andati indietro di 30 anni, quando per gestire i rifiuti le uniche due scelte possibili erano inceneritori o discariche- conclude Ciarulli – Oggi dovremmo con coraggio lavorare per realizzare gli impianti di riciclo nei territori, proprio per ridurre la dipendenza da discariche ed inceneritori. Abbiamo avuto diverse possibilità di farlo, con gli impianti di digestione anaerobica misti a compostaggio, con gli impianti di riciclo per i prodotti assorbenti per la persona, impianti di riciclo per RAEE e tessili. Ad oggi non è accaduto nulla, ma siamo ancora in tempo per dare una svolta alla nostra direzione. Però l’economia circolare non è una fiaba e per diventare realtà ha bisogno di impianti di riciclo sui territori. Se parallelamente alla necessità di smaltire i rifiuti ad oggi non riciclabili, non realizziamo gli impianti industriali dell’economia circolare, non usciremo mai dalla logica emergenziale di dipendere cosi tanto da impianti anacronistici come discariche ed inceneritori”.

un immagine dell’ecoforum rifiuti di Legambiente di Aprile 2025 all’Hotel Grassetti di Corridonia (MC).